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Il risvolto psicologico del dolore

L’International Association for the Study of Pain (IASP) definisce il dolore come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno. È un’esperienza individuale e soggettiva, a cui convergono componenti puramente sensoriali (nocicezione) relative al trasferimento dello stimolo doloroso dalla periferia alle strutture centrali, e componenti esperienziali e affettive, che modulano in maniera importante quanto percepito”.

La presenza di una componente psichica risulta già evidente nella definizione di dolore, proprio perché il dolore è un’esperienza sia sensoriale sia emotiva. L’esperienza sensoriale ed emotiva si rinforzano a vicenda costituendo un circolo vizioso e risulta talvolta difficile valutare quando e quanto possa essere attribuibile a una condizione fisica e quando e quanto ad una condizione psicologica.

Ecco alcuni tra i dolori più diffusi e il loro risvolto psicologico:

Il mal di testa, molto diffuso nella nostra popolazione, limita il processo decisionale. Le emicranie compaiono quando viene presa una decisione ma non si agisce.

Il dolore al collo compare nelle persone che vivono una stato di inflessibilità, rigidità, severità e autodisciplina.

Chi soffre di cervicale tende ad essere dominato da un’attività riflessiva esagerata e da una grande ostinazione. Segnali che rivelano una scarsa cedevolezza nei confronti delle proprie emozioni, del desiderio di lasciarsi andare, di abbandonarsi. Questo tipo di sofferenza si lega ad una prevaricazione della razionalità a discapito degli istinti e delle emozioni.

Il dolore alla parte centrale della schiena (toracica) indica senso di colpa, paure inespresse, emozioni represse, odio e rancore. Il nostro corpo, sotto l’effetto di un’umiliazione, tende a “ripiegarsi” su noi stessi.

Il dolore alla parte bassa della schiena (lombare) indica senso di inadeguatezza e incertezza.

Il dolore allo stomaco si verifica quando “non abbiamo digerito una situazione”. Lo stomaco è uno degli organi più sensibili e dove si somatizza di più. Molto probabilmente è una situazione in cui sei stato giudicato negativamente o comunque ha a che fare con il rapporto emotivo con le altre persone.

Non dimentichiamoci che mente e corpo sono strettamente collegate. Attraverso un percorso psicologico, è possibile imparare delle tecniche che ci aiutano a gestire al meglio il dolore provato oppure solo a ricercarne un significato più profondo. 




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